Dopo aver brevemente analizzato le cause principali della crisi dei sistemi pensionistici, finanziati a ripartizione, cause che in sintesi sono riconducibili alla diminuita crescita economica, sia demografica, sia della produttività, e alla crescita dell’aspettativa di vita, gli Autori confrontano gli obiettivi e i risultati realizzabili con la loro proposta di riforma e quelli ottenibili con soluzioni alternative.
Una soluzione razionale di lungo periodo al problema del finanziamento dei delle pensioni pubbliche è quella di affidarsi interamente ad un sistema a prestazioni definite basato sulla compartecipazione del rischio in un portafoglio comune. Restano aperti gli interrogativi relativi ai metodi e ai tempi della transizione. La risposta a queste domande può essere data solo in un contesto istituzionale specifico.
La decisione di realizzare una riforma comune europea della previdenza sociale appare oramai urgente. L’armonizzazione delle riforme, intraprese nei paesi dell’Unione Europea, sulla base delle proprie risorse, permetterà, secondo gli Autori, di realizzare un comune sistema previdenziale, dove la portabilità dei diritti previdenziali sarebbe di forte stimolo per la mobilità del lavoratore nell’intera Zona dell’Euro. |