Il lavoro rappresenta un’analisi sinottica dei vigenti statuti del principali regimi di previdenza complementare di nuova istituzione, aventi, per lo più, bacino di utenza categoriale.
La lettura parallela degli statuti evidenzia, in primo luogo, i molti profili di operatività dei fondi normativamente non risolti e quindi l’ampio grado di perfettibilità degli ordinamenti, circostanza che pone il problema della loro rapida modificabilità e quindi, necessariamente, richiama la generale questione della semplificazione delle procedure amministrative con cui opera la Commissione di Vigilanza.
L’approccio sinottico ha inoltre consentito di porre in evidenza le differenze fra gli ordinamenti, facendone rilevare un numero forse maggiore di quanto gli stessi addetti ai lavori reputassero sussistere.
Assolutamente omogenea appare invece la veste soggettiva dei fondi esaminati, aventi tutti natura associativa.
Altro elemento di notevole interesse è la posizione, talora reticente o omissiva, assunta dagli Statuti nei riguardi della fattispecie del trasferimento della posizione individuale in costanza dei presupposti di partecipazione al regime (art. 10, comma 3-bis del d. lgs. 123/1993).
Infine ampio spazio è dedicata alla delicatissima tematica delle eventuali omissioni contributive e dei relativi rimedi. |