Quaderno n°: 3  -  Anno: 1999  -  Autore: Laura Piatti – Luca Colombano
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LE CARATTERISTICHE DELLA COPERTURA OFFERTA DAI FONDI APERTI: ANALISI DEI PROSPETTI INFORMATIVI

Lo studio confronta i 54 fondi aperti operativi sul mercato a fine ottobre 1999 sulla base delle caratteristiche riscontrabili nei documenti informativi ufficiali (regolamento e prospetto informativo). Obiettivo dell’analisi è rassegnare una prima panoramica del mercato dei fondi pensione aperti in Italia, analizzare le caratteristiche strutturali dei soggetti promotori e dei prodotti offerti e valutare la trasparenza e l’informativa del mercato nei confronti dei potenziali aderenti.
A tal fine è stata costruita una base-dati contenente informazioni relative agli assetti proprietari delle società promotrici, agli oneri a carico dell’aderente e del fondo, ai soggetti che procedono al collocamento, alle linee di investimento e relativi benchmark, e altre informazioni. Si sono successivamente realizzate alcune elaborazioni statistico-descrittive e di confronto sulla struttura dell’offerta, sugli stili di gestione dichiarati e i benchmark prescelti, sulla significatività di questi ultimi, sulla composizione degli oneri e su altre variabili economico-contrattuali.
I principali risultati cui si è pervenuti sono così sintetizzabili:
· con riguardo ai soggetti promotori, in un mercato “recente” come quello dei fondi pensione aperti, si registrano come rilevanti fenomeni altrettanto recenti quali, ad esempio, quello della bancassicurazione. Molte compagnie, promotrici di fondi pensione, fanno parte di gruppi finanziari.
· In merito agli stili di gestione, sostanzialmente tutti i fondi presentano una struttura multicomparto: alla classica ripartizione tra linee azionarie, obbligazionarie, bilanciate, sono state affiancate diverse gestioni “a garanzia di risultato”. L’offerta di linee obbligazionarie è sicuramente prevalente.
· Dal confronto tra lo stile dichiarato e il benchmark prescelto emerge una discreta coerenza tra le due variabili, anche se dall’analisi dei benchmark presi a riferimento e presenti nei prospetti informativi, risultano in totale 70 indici, di cui 42 obbligazionari e 28 azionari. Il motivo di un così elevato numero di indici si spiega con il fatto che la quasi totalità dei benchmark sono compositi, ossia costituiti da panieri di indici diversi. Inoltre, la regolamentazione di settore non impone ai gestori di individuare, tra gli indici disponibili sul mercato, un numero limitato da prendere come riferimento.
· Gli oneri derivanti dall’adesione al fondo sono tutti esplicitati e quindi confrontabili: emerge una distribuzione, a livello di settore, intorno alla media, con una bassa variabilità per i diversi fondi. Con riferimento alle principali categorie di oneri, la commissione di ingresso si aggira attorno a L. 64.000, quella relativa alla gestione amministrativa risulta in media pari a L. 34.000, mentre la commissione connessa con la gestione finanziaria si attesta attorno all’1,2% della posizione individuale. I soggetti istitutori di fondi aperti hanno comunque offerto al potenziale cliente un prodotto a costi contenuti considerando che “l’impianto” economico-finanziario di un fondo pensione è particolarmente complesso e richiede un’elevata professionalità nelle tecniche di creazione, gestione e distribuzione.
· Per la parte riguardante le prestazioni offerte in forma di rendita, alcuni fondi pensione utilizzano basi demografiche oramai obsolete, che fanno riferimento ad esperienze statistico-attuariali introdotte da ormai oltre un decennio. Altro elemento esplicitato negli allegati al regolamento dei fondi è il tasso tecnico. Più del 50% dei gestori utilizza tassi tecnici del 3%, valore che l’Isvap considera al momento attuale da ridurre di almeno mezzo punto percentuale. Un aspetto poco trasparente a livello di informativa risulta legato all’offerta di eventuali prestazioni assicurative accessorie, poiché in troppi casi non è esplicitato l’onere da sopportare ove ci si voglia tutelare da eventi quali il decesso o la sopravvenuta invalidità dell’assicurato.
Quale considerazione conclusiva generale, lo studio evidenzia che la nascente industria dei fondi pensione aperti in Italia si caratterizza per una sostanziale standardizzazione dei prodotti offerti, una certa uniformità nelle condizioni contrattuali, una buona trasparenza in termini di informativa. La stringente regolamentazione costituisce un primo e sostanziale fattore che spiega tale scenario. Un giudizio sull’efficienza dell’industria in questione si potrà effettuare solo quando sarà possibile confrontare le prestazioni ottenute dalla gestione finanziaria dei contributi accumulati dai diversi fondi. A tal proposito, si potrebbe sin d’ora riconsiderare, ai fini di una maggiore semplificazione e migliore leggibilità, le modalità di individuazione e rendicontazione dei benchmark: la loro introduzione non garantisce, infatti, necessariamente una più agevole comprensione delle capacità di gestione di un soggetto finanziario.

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